Opportunità per i prodotti e gli investimenti italiani

 

1. Introduzione

Il Sud Africa si presenta come un mercato dalle caratteristiche uniche, nel quale infrastrutture tipiche di economie sofisticate si fondono con una economia di mercato dalle dimensioni notevoli. Con i suoi 43 milioni di consumatori ed un alto tasso di crescita della popolazione, il mercato sudafricano è un mercato in espansione, giovane, con un potere d'acquisto crescente ed un'alta propensione al consumo.

Un recente studio sulle destinazioni mondiali degli investimenti ha collocato il Sud Africa al quinto posto tra i Paesi emergenti, prendendone in considerazione l'elevato livello qualitativo delle infrastrutture, la sofisticazione dei mercati finanziari e dei servizi collegati (la borsa di Johannesburg è una delle 15 maggiori del mondo), gli standard di qualità di livello europeo e la specializzazione della ricerca tecnologica. A tali fattori vanno sommati la percezione di un governo stabile e di una politica economica solida, l'ampia gamma di opportunità per gli investitori stranieri e la posizione geografica che rende il Paese strategico ai fini dell'accesso ai mercati stranieri. Non va poi sottovalutato che il Paese presenta costi in generale molto più limitati rispetto all'Europa o ad altri Paesi emergenti. Basta esaminare, ad esempio, i grafici 11 e 12, dove appaiono evidenti i costi particolarmente contenuti dell'energia sia ad uso domestico che industriale, o il grafico 13, dove sono messi a confronto i costi di affitto di aree-ufficio in alcune fra le più importanti città del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

La partecipazione del Sud Africa ad accordi commerciali internazionali, nonchè l'esistenza di infrastrutture (strade, ferrovie, aeroporti e porti commerciali) i cui standard sono assimilabili a quelli europei, non solo favoriscono i rapporti tra il Sud Africa ed il resto del continente, ma conferiscono al Paese un ruolo centrale di raccordo tra l'Europa, l'Asia e le Americhe.

Da un recente studio delle valutazioni di rischio delle economie dei maggiori paesi emergenti fornite da Moody's e Standard & Poor's (S&P), appare che il Sud Africa è l'unico Paese ad aver migliorato il suo "rating" tra i paesi considerati (Argentina, Brasile, Cile, Messico, Sud Africa, India, Cina, Thailandia, Malesia, Indonesia e Corea del Sud).

Secondo entrambe le agenzie, il rischio complessivo delle obbligazioni sudafricane (in moneta locale o in valuta estera, a breve o lunga scadenza) ed il rischio derivante dalla Bilancia dei Pagamenti sono più alti solamente di quelli del Cile. Allo stesso livello del Sud Africa ci sono Messico, Corea e Thailandia. Più rischiosi sono l'Indonesia, il Brasile, e l'Argentina.

La SACE considera il Sud Africa nella categoria rischio paese 3.

 

 

2. Incentivi agli investimenti

Gli investimenti esteri giocano un ruolo determinante e strategico per lo sviluppo del sistema industriale sudafricano e per l'assorbimento di manodopera. Allo scopo di incentivare l'afflusso di capitali stranieri verso investimenti produttivi il Governo ha predisposto una serie di agevolazioni fiscali, finanziarie, tariffarie ed all'export, soprattutto a favore dello sviluppo delle PMI.

Trascurando la gamma di incentivi riguardanti in particolar modo gli investitori locali, qui di seguito indichiamo i principali benefici a favore dell'investitore internazionale.

Allo scopo di massimizzare il potenziale investimento il Governo ha identificato settori ed industrie a crescita elevata, operando attraverso la concentrazione territoriale di infrastrutture in potenziali distretti produttivi e la creazione di speciali aree di sviluppo.

In particolare segnaliamo:

Industrial Development Zones (IDZ), zone di sviluppo industriale identificate nel Paese sulla base della disponibilità di infrastrutture e di manodopera. Tali zone franche, ubicate in prossimità di aeroporti, porti e principali vie di comunicazione, sono in grado di offrire vantaggi logistici, organizzativi e tariffari a favore di nuovi investimenti industriali.

Obiettivo è la promozione dell'industria manifatturiera e l'aumento della competitività dell'export sudafricano, attraverso il recupero dei dazi su beni, materie prime e componenti importati per l'uso nella produzione dedicata all'esportazione.

Spatial Development Initiatives (SDI), aree ad alto potenziale di sviluppo, caratterizzate da una considerevole presenza di materie prime, nelle quali concentrare investimenti per infrastrutture, per la creazione di poli industriali ed agro-turistici. Particolare enfasi viene posta sulla cooperazione regionale e sulla possibilità di rapporti di partnership tra settore pubblico e settore privato, con particolare riferimento alle PMI. Attualmente sono state identificate quasi 800 diverse opportunità di investimento nelle SDI.

Ricordiamo, infine, che in anni recenti sono affluiti in Sud Africa grandi investimenti di portafoglio, aiutati da una legislazione che rende l'investimento da parte di non residenti libero e non soggetto ad alcuna restrizione. Il mercato finanziario sudafricano occupa il 15o posto nella graduatoria mondiale per dimensioni ed è considerato il più avanzato tra i paesi emergenti, con 4 banche sudafricane tra le 500 maggiori del mondo.

 

 

3. Normativa riguardante gli investimenti esteri

In Sud Africa vige il principio della parità di trattamento tra investitore locale e investitore estero, il quale ha ampia autonomia nella scelta dei programmi di investimento, nella forma societaria (nella quale è possibile detenere anche la maggioranza assoluta del capitale), nell'utilizzo di finanziamenti interni (proporzionali alla quota di pertinenza), nelle aree merceologiche (ad eccezione di sicurezza e difesa).

Non ci sono vincoli legislativi che regolino o limitino l'autonomia negoziale degli investitori esteri rispetto a potenziali partners sudafricani. Vige la libera trasferibilità all'estero di profitto e capitali, mentre il trasferimento delle royalties è soggetto ad autorizzazione da parte delle autorità monetarie.

Il Sud Africa ha ratificato accordi sulla doppia imposizione fiscale con 49 Paesi, inclusa l'Italia, con la quale ha anche in essere un accordo di protezione e promozione degli investimenti.

Recentemente sono entrate in auge operazioni di "offset", in base all'Industrial Participation Programme (IPP) come parte integrante del pacchetto di offerta per gare riguardanti grandi commesse nel settore pubblico.

 

4. Cenni sul mercato del lavoro

Il mercato del lavoro è regolato dal "Basic Conditions of Employment Act". In generale, l'assunzione del personale non è sottoposta ad alcun vincolo, salvo nei casi di imprese di grandi dimensioni (oltre 50 dipendenti) che devono assicurare la partecipazione delle cosiddette "minoranze precedentemente svantaggiate" (personale di colore, donne).

Il sistema previdenziale e quello sanitario sono privati e non obbligatori. Nella prassi viene assicurata ai lavoratori l'assistenza sanitaria con una forma di contribuzione paritetica con il datore di lavoro.

L'orario di lavoro prevede 45 ore settimanali, lo straordinario deve essere concordato tra il dipendente ed il datore di lavoro e la paga subisce un incremento del 50%, le ferie sono di 15 giorni l'anno, il periodo massimo di malattia retribuita è di 6 settimane lavorative ogni tre anni.

Il costo del lavoro è sensibilmente inferiore a quello italiano, in particolare nelle fasce basse di retribuzione. Un operaio non specializzato, infatti, può guadagnare da 1.500 a 3.500 dollari l'anno, un operaio specializzato tra 3.800 e 4.800, un tecnico 10.800 - 14.800, una segretaria 6.500 - 10.500.

Sono, invece, piuttosto elevati gli stipendi annui per i ruoli dirigenziali, che possono andare dai 27-44 mila dollari per un senior manager ai 60-80 mila per un direttore.

 

 

5. Legislazione societaria

In Sud Africa sono previste diverse forme societarie, che possono essere scelte in funzione delle esigenze dell'azienda.

Close Corporation.

È regolata dal "Close Corporation Act" ed i suoi soci possono essere solamente persone fisiche. Per tale motivo questa forma societaria viene ritenuta poco idonea agli investitori stranieri.

Company.

Può essere pubblica (Limited) o privata (Proprietary Limited) ed ambedue le forme sono regolate dal "Companies Act". Non sono indicati limiti minimi nell'apporto delle quote nel capitale azionario.

Private Company.

È la forma societaria più utilizzata per intraprendere un'attività in Sud Africa. Può constare di un azionista/amministratore unico, non necessariamente residente in Sud Africa. Le private companies costituite e registrate in Sud Africa sono soggette all'obbligo della certificazione dei bilanci annuali, ma non al loro deposito; in alcuni casi è consigliabile la registrazione come private company per poter avere accesso a finanziamenti locali e preferenza nell'aggiudicazione di talune gare di appalto pubbliche.

Subsidiary.

Sussidiaria di società estera, è considerata a tutti gli effetti una società sudafricana.

La responsabilità legale della casa madre è limitata al capitale azionario versato per la subsidiary, oltre che ad eventuali garanzie fornite ai singoli creditori.

Branch (filiale).

È considerata società straniera e come tale deve essere registrata. In tal caso la responsabilità non è limitata alle attività esistenti in Sud Africa. Anche le branches sono regolate dal "Companies Act".

La branch deve depositare il proprio statuto societario presso il "S.A. Companies Regulatory Office"; non è tenuta ad avere un azionista/amministratore residente, ma almeno un manager locale. La branch ha due obblighi: la certificazione annuale dei bilanci ed il deposito dei bilanci presso il "S.A. Companies Regulatory Office"

 

 

6. Normativa tributaria

Per il sistema sudafricano la tassazione si basa sul concetto di "territorio" e non di "residenza". In linea di massima sono tassabili solo i redditi prodotti da fonte sudafricana, inclusi quelli da servizi.

La tassazione delle società avviene secondo un nuovo principio, stabilito dalla legge finanziaria del 2001, in base alla quale le percentuali sugli utili sono tra il 7.5% e il 15% per società sudafricane con meno di 50 dipendenti, 15% per società sudafricane con oltre 50 dipendenti, 17.5% per filiali di società straniere.

Sia la subsidiary che la branch sono soggette al pagamento delle imposte ripartite in tre rate annue (provisional tax payments).

Per la subsidiary è prevista un'imposta addizionale sui dividendi ("secondary tax on companies"- STC) pari al 12,5%, mentre la branch non è soggetta alla STC.

Se dotate di personale, subsidiaries e branches devono registrarsi presso il "South African Revenue Service" (S.A.R.S.) ed applicare le ritenute fiscali (PAYE) sulle relative retribuzioni. Se venditrici o fornitrici di servizi, devono analogamente registrarsi presso il S.A.R.S.; ciò implica l'imposizione ai clienti del VAT (IVA-14%) che dovrà essere versato al S.A.R.S.

Tutte le imprese pagano una imposta regionale al "Regional Service Council" (dallo 0,14 allo 0,35%) calcolata sul volume lordo di affari e sulle retribuzioni al personale.

Sono contemplati casi di detrazioni fiscali (fringe benefits, pensionati sopra 65 anni, ecc.).

I contributi obbligatori di previdenza sociale sono il "Compulsory Workmen's Compensation Assurance" e l' "Unemployment Insurance Fund", i cui costi sono marginali. Non esistono altri contributi sociali obbligatori.

 

 

7. Penetrazione commerciale italiana

Al di là delle possibilità di investimento offerte dal Sud Africa, riteniamo di dover sottolineare le ancora enormi potenzialità di penetrazione nel mercato sudafricano da parte del prodotto italiano.

L'immagine del "Made in Italy" è, infatti, molto radicata sia nel consumatore sudafricano, indipendentemente dalla fascia di reddito di appartenenza, sia nell'industria trasformatrice locale. Da una parte la ricettività e sensibilità del mercato nei confronti dei beni di consumo (agroalimentare, moda, arredamento, articoli da regalo), dall'altra gli spazi apertisi alla fine del regime delle sanzioni nei settori dei beni strumentali (macchine tessili, orafe, per la lavorazione di legno, marmo e plastica, agricole e di trasformazione alimentare, per citarne alcuni), contribuiscono a creare la percezione complessiva di grandi opportunità di inserimento per il prodotto italiano.

I beni di consumo italiani sono disponibili in tutte le catene di distribuzione del Paese, senza distinzione tra livello medio-basso ed alto, con particolare riferimento alla produzione agroalimentare, che è uscita da tempo dalla nicchia di mercato "etnica" per entrare a far parte delle abitudini alimentari del consumatore medio.

I beni strumentali vengono considerati ottimi sostituti dei macchinari ormai obsoleti a disposizione delle imprese di piccole e medie dimensioni, eredità del periodo in cui il Paese era sottoposto a sanzioni internazionali.

 

 

8. Regolamentazione degli scambi

In qualità di membro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) il Sud Africa adotta i principi ispirati ad una maggiore liberalizzazione del commercio. In tal senso sono diretti gli sforzi del Governo, impegnatosi alla riduzione progressiva sia del numero di voci doganali che dell'ammontare dei dazi, nonché delle barriere non tariffarie.

Meritevoli di estremo interesse sono il già citato accordo stipulato dal Sud Africa con l'Unione Europea e l' A.G.O.A. - Africa Growth Opportunity Act - statunitense (l'argomento è stato approfondito nel capitolo relativo all'inserimento del Sud Africa nelle relazioni internazionali).

L'importazione in Sud Africa si basa su un doppio regime, che prevede la libera pratica per la maggior parte dei prodotti, in particolare quelli la cui produzione locale è nulla o insufficiente rispetto alla domanda interna (macchinari, componenti, beni durevoli). Per le categorie la cui produzione interna è ritenuta, invece, significativa (beni di consumo), è previsto il regime di importazione a licenza.

Vige nel Paese un sistema sofisticato per la standardizzazione ed il controllo di qualità, il cui organo governativo competente (S.A.B.S. - South African Bureau of Standards) opera come consulente privato per conto terzi, fornendo all'industria l'assistenza ed i servizi necessari per rispettare i più severi requisiti qualitativi imposti dai mercati locali ed esteri.

Il S.A.B.S., istituito nel 1991, gestisce uno schema di certificazione di qualità della produzione, nonché diversi schemi di controllo di qualità di gestione, tra i quali i più diffusi sono quello riguardante la gestione aziendale (SABS ISO 9000) e quella ambientale (SABS ISO 14001).

 

 

 Programma

Accelerated Depreciation Fund (ammortamento anticipato)

Obiettivo

Incentivare investimenti in nuove tecnologie e upgrading di capacità produttiva

Ente

SARS

Contatto

Sunet Myburgh Tel +27(0)12 /422 4938 Fax +27(0)12/422 4952 smyburgh@sars.gov.za

Criteri di accesso

Aziende che intendono acquistare nuovi macchinari o migliorare quelli esistenti

Descrizione

Ammortamento anticipato in 3 anni per macchinari e in 10 anni per terreni e fabbricati

 

 Programma

Rebate Provisions (riduzione dazi import) 

Obiettivo

Sviluppo dell'industria manifatturiera e dell'export

Ente 

DTI

Contatto

Jan de Nysschen Tel +27(0)12/310 9868 Fax +27(0)12/322 4601 janden@dti.pwv.gov.za

Criteri di accesso

Tutte le industrie manifatturiere

Descrizione

Riduzione del dazio all'importazione di materie prime, componenti per l'export

 

 Programma

Small and Medium EnterpriseDevelopment Programme(SMEDP)

Obiettivo

Incentivare gli investimenti delle PMI e facilitare assunzione di personale

Ente 

DTI

Contatto

Louis Smuts Tel +27(0)12/310 9471 Fax +27(0)12/322 0115 lsmuts@dti.pwv.gov.za 

Criteri di accesso

 

Tutte le aziende che investono meno di 3 milioni di rand in beni durevoli

                                                                     

Descrizione

Finanziamento a fondo perduto (su 3 anni) pari al 10,5% degli investimenti in beni durevoli

Sgravio del 25% sull'utile pre-imposte (fino a 2 anni)

Sgravio per ulteriori 2 anni del 25% utile pre-imposte se la quota di valore aggiunto generata dal fattore lavoro è maggiore del 55% 

 

 Programma

Export Marketing and Investment Assistance Schemes (EMIA)

Obiettivo

Incentivi per attivitý promozionali all'estero

Ente 

DTI

Contatto

Corne Du Plessis Tel +27(0)12/428 7683 Fax+27(0)12/4287892 corne@isa.org.za

Criteri di accesso

Tutte le aziende. Condizioni speciali per PMI sudafricane

Descrizione

Finanziamenti di ricerche di mercato

Missioni commerciali all'estero

Missioni in loco per acquisto (clienti esteri)

 

 Programma

Industrial Participation Programme (IPP)

Obiettivo

Incentivare investimenti che garantiscano crescita economica, occupazione sviluppo delle PMI, R&S, trasferimento di tecnologia 

Ente 

DTI 

Contatto

Teresa De Risi Tel. +27(0)12/3109403 Fax +27(0)12/3224523 tderisi@dti.pwv.gov.za

Criteri di accesso

Tutte le aziende

Descrizione

Crediti governativi per contratti di fornitura (beni, macchinari, servizi), con valore importato superiore a 10 milioni di US $. Il credito puÚ arrivare al 30% del valore importato del contratto e puÚ essere ripagato entro sette anni 

 

 

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