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Nelle parole dell'ex Presidente e Premio Nobel per la pace, Nelson Mandela, il Sud Africa è la "Nazione Arcobaleno" (Rainbow Nation). La definizione, ripresa più volte anche dal Premio Nobel per la pace, Arcivescovo Tutu, ben descrive questo bellissimo paese che presenta, tra l'altro, marcate differenze etniche, culturali, linguistiche, paesaggistiche. In Sud Africa esistono 11 lingue ufficiali che corrispondono alle principali etnie: afrikaner, inglese, ndebele, pedi, sotho, swazi, tsonga, tswana, venda, xhosa, zulu. La lingua più parlata è lo zulu, seguito dall'afrikaans. Ma la lingua veicolare è l'inglese. Le differenti etnie contribuiscono con il loro bagaglio culturale ad un affresco variegato che è difficile conoscere a fondo. Mi diceva il più autorevole scrittore sudafricano, André Brink, di avere 69 anni ma di non essere ancora riuscito ad esplorare tutte le caratteristiche del suo paese. Un paese grande non solo in estensione ma anche in differenze, popolato per il 75,2% dai neri, per il 13,6% dai bianchi, per l'8,6% dai coloured e per il 2,6% dagli indiani. Il Sud Africa ha una superficie che, approssimativamente, corrisponde all'insieme di quelle dell'Italia, della Francia e della Germania. Partendo dal nord-est, ove il Parco Nazionale Kruger mostra una vegetazione tipicamente africana e, oltre a zebre, giraffe, antilopi e gazzelle, i famosi big five (il rinoceronte, il bufalo, il leopardo, il leone e l'elefante), si passa al deserto del Karoo, un altipiano incoronato da montagne dai colori che danno sull'azzurro, per poi arrivare al Capo di Buona Speranza, dopo avere visto baie popolate da pinguini e balene. Le differenti condizioni climatiche consentono la produzione del vino nella Provincia del Capo e quella di frutta tropicale nelle province settentrionali, ove si può giungere partendo dalla Garden Route e percorrendo la dorsale dell'Oceano Indiano. Con una modernissima Costituzione approvata nel 1996 che dà ampio spazio alla tutela dei diritti dell'uomo e che è stata presa ad esempio da alcuni degli stati venutisi a formare dopo il crollo del muro di Berlino, il Sud Africa è un paese che è riuscito a riconciliare pacificamente le differenti etnie, profondamente divise dal sistema dell'apartheid, attraverso l'opera della "Truth and Reconciliation Commission", presieduta dall'Arcivescovo Tutu, e basata sul principio di concedere il perdono, tranne nei casi più gravi, a chi riconosceva i propri torti. Nel 1994, a seguito delle prime elezioni democratiche e dopo un periodo di transizione in cui F.W. De Klerk, leader del National Party, ha presieduto un governo di coalizione con l'African National Congress, evitando che la lotta politica degenerasse in una guerra civile, il Sud Africa ha avuto il suo primo governo che ha rappresentato la vera espressione della volontà popolare e che era guidato da Nelson Mandela, reduce da 26 anni di reclusione inflittigli dal regime dell'apartheid. Nel 1999 l'African National Congress ha stravinto le elezioni, riportando il 66,4% dei suffragi rispetto al 9,6% dei voti conseguiti dal primo partito di opposizione, il Democratic Party. Thabo Mbeki, Vice Presidente nel governo Mandela, è stato eletto Presidente ed è attualmente impegnato in un duplice arduo compito, da un lato affermare la leadership in politica estera del Sud Africa nel continente africano, come un ponte tra i paesi in via di sviluppo e quelli industrializzati. Dall'altro lato, procedere alla lenta e paziente costruzione di uno stato moderno, non solo attraverso la redistribuzione del reddito ma anche mediante la formazione di classi sociali che spingano il Sud Africa verso uno sviluppo economico e sociale sempre più avanzato. A questo quadro di stabilità sociale, che troverà certamente conferma nelle elezioni politiche previste per l'aprile 2004, fa riscontro una realtà che è anche costituita, come ha detto il Presidente Mbeki nel suo ultimo messaggio di fine d'anno, da fame e privazioni, ove molti non hanno né lavoro né cibo a sufficienza e continuano a vivere in baracche, che hanno necessità di accesso ad acqua potabile, ad un sistema moderno di fognature, ad elettricità e telefoni. Alcuni bambini, ha detto Mbeki, studiano ancora sotto gli alberi, mentre la speranza di vita è abbreviata dalla povertà e dalle malattie ed è resa peggiore dal fatto che si devono fronteggiare alti livelli di criminalità. Ma la situazione generale della "Rainbow Nation" induce a nutrire fiducia ed a scommettere su questo paese così avanzato rispetto agli altri del continente africano. Un paese che ha avuto sei Premi Nobel in meno di dodici anni. Un paese che rispetta l'Italia dell'industria e dei commerci ma che ama anche la nostra cultura e la nostra lingua, il nostro modo di vivere intriso di impegno e di ottimismo, la nostra cucina, tutto quello che siamo. Un paese aperto ad investimenti ed interscambi commerciali con l'Italia e che è pronto ad offrire la sua democrazia, le sue infrastrutture moderne, la sua tecnologia ai nostri imprenditori. Benvenuti in Sud Africa!
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